Migliaia di alunni ucraini verranno accolti dalle scuole italiane

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Le scuole italiane sono pronte ad accogliere migliaia di bambini e ragazzi ucraini in fuga dalla guerra. Alcuni sono stati già accolti, mentre altri arriveranno nei prossimi giorni.

La solidarietà è molto forte da parte della scuola italiana, che non poteva esimersi dall’offrire la possibilità di continuare con l’apprendimento agli studenti dell’Ucraina costretti ad abbandonare la scuola nel loro Paese.

Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha stanziato un milione di euro da indirizzare al supporto linguistico e psicologico per questi profughi. Inoltre, gli assessori preposti all’istruzioni in varie regioni, soprattutto quelle più prossime all’Ucraina, hanno predisposto dei piani per accogliere gli alunni, previsti in gran numero.

All’Istituto Comprensivo di Lozzo Atesino, il dirigente Alfonso d’Ambrosio ha già accolto quattro studenti costretti a lasciare casa e scuola a causa della guerra. Il preside, tramite un appello su Instagram, è riuscito nell’intento di sensibilizzare la comunità locale per accoglierli. Una famiglia si è presa carico di dargli un riparo.

Oltre all’accoglienza è importate la formazione

Oltre alla necessaria accoglienza, il preside ha inoltre predisposto che a questi alunni venissero dati sia banchi che iPad, quest’ultimi in comodato d’uso e con programmi che traducono istantaneamente la lingua.

Il preside D’Ambrosio, visibilmente emozionato, ha raccontato: “Tymur e Artur sono i primi a essere venuti a scuola. Frequentano la terza primaria e la seconda secondaria di primo grado e sono supportati dal nostro mediatore culturale. In passato, la loro mamma era stata in Italia dopo la tragedia di Chernobyl. Ringrazio vivamente Elena Moresco per la disponibilità offerta a ospitarli nella sua abitazione”.

Il ministro Bianchi aveva già da qualche giorno affermato che le scuole italiane erano pronte ad accogliere i bambini e ragazzi profughi della guerra in Ucraina. Intanto, diversi presidi avevano avvisato i prefetti della loro disponibilità.

Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, da parte sua si era espressa affermando che “bambini e ragazzi provenienti dall’Ucraina hanno pieno diritto a continuare con l’istruzione scolastica, oltre che a ricevere cure. Inoltre, hanno bisogno di stare insieme a genitori o familiari e a essere inseriti all’interno della nostra società.

È di fondamentale importanza che il Governo e i comuni diano loro pieno sostegno, mettendo anche in pratica la piena tutela dei diritti riconosciuti dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. 

In base ai dati attuali rilasciati da Save the Children, i bambini costretti a fuggire dall’Ucraina sono circa 400.000. Oltre a non avere niente con sé, rischiano fortemente di morire di malattie e di inedia, oltre che di essere sottoposti a traffici e abusi vari.

La situazione è veramente critica e c’è bisogno della collaborazione di tutti. Il 40% dei profughi ha già raggiunto i Paesi limitrofi. Secondo le stime delle Nazioni Unite, un milione di persone ha già attraversato i confini dell’Ucraina.

Se tale cifra continuerà a crescere in modo esponenziale, il rischio è la più grande crisi di rifugiati del secolo nel Vecchio Continente. Le persone in fuga sono state costrette a lunghissime file alla frontiera; una volta usciti dall’Ucraina, sono stati accolti nei più svariati luoghi, dalle scuole fino ai campi di fortuna.

A preoccupare è la condizione dei bambini, che rischiano molto a causa del freddo e della neve che sta imperversando nei Paesi dell’Est europeo, soprattutto perché molti di loro sono costretti a rimanere all’aperto.

La scuola italiana pronta al supporto psicologico e formativo

Cibo, acqua, riparo e supporto sono immediatamente necessari, altrimenti oltre al trauma psicologico, questi soggetti fragili potrebbero incorrere a una morte prematura.

Per fortuna, nonostante i due anni di pandemia che hanno creato non poche difficoltà, la scuola pubblica italiana ha dimostrato di essere pronta all’accoglienza di queste persone. Inoltre, potranno continuare a studiare e imparare, perché l’istruzione e la formazione, nonostante tutte le difficoltà attuali, restano sempre al primo posto in qualunque luogo sulla Terra.

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